Esplodeva 40 anni fa la febbre per la cometa di Halley, la più celebre delle comete che periodicamente visitano la Terra, a intervalli compresi fra 20 e 200 anni.
Quel passaggio ravvicinato era un'occasione da non perdere e se, purtroppo, avvenne troppo basso sull'orizzonte deludendo molte aspettative, la sonda Giotto dell'Agenzia Spaziale Europea riuscì a fotografarla e, come lei, altre cinque sonde: era la prima volta che oggetti costruiti dall'uomo andavano a esplorare da vicino una cometa.
Chiamata così dal nome dell'astronomo Edmond Halley, che per primo ne aveva calcolato l'orbita, il 9 febbraio 1986 la cometa il cui nome ufficiale è 1P/Halley passava nel punto della sua orbita più vicino al Sole (perielio). Per gli astronomi era un'occasione unica e per questo era stata lanciata la sonda Giotto, ideata dall'italiano Giuseppe Colombo. Il 13 marzo 1986 la sonda sorvolò il nucleo della cometa dalla distanza di 596 chilometri e le immagini che inviò a Terra erano molto diverse da quelle attese dagli astronomi: il nucleo della cometa appariva come un corpo scuro e dalla forma simile a quella di un'arachide, mentre in molti lo avevano immaginato come un blocco di ghiaccio biancastro.







