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Ultimo aggiornamento: 8:01

Nuovi parametri per il calcolo della pensione di reversibilità, che per molti beneficiari si potrebbe trasformare in un taglio dell’assegno ricevuto mensilmente. A determinare questo cambio di passo è l’adeguamento dei limiti di reddito che sono stati imposti dalla legge sul cumulo tra pensione ai superstiti e redditi propri. Il cambio di passo avviene ad inizio anno a seguito dell’allineamento al costo della vita del trattamento minimo Inps, su cui basano i calcoli per effettuare le sforbiciate.

L’articolo 1, comma 41 della Legge 335/1995 regolamenta il cumulo della pensione di reversibilità con i redditi propri. Il nuovo riferimento per determinare l’eventuale taglio è 611,85 euro, il trattamento minimo mensile Inps in vigore da quest’anno.

Il taglio degli importi si applica unicamente nel momento in cui il reddito personale del superstite supera alcune soglie annue: non è previsto alcun tipo di taglio nel caso in cui sia fino a 3 volte il minimo Inps (quindi fino a 23.862,15 euro l’anno). Subisce una sforbiciata del 25% nel caso in cui sia tra le tre e le quattro volte il minimo Inps – quindi compreso tra 23.862,15 euro e 31.816,20 euro – e del 40% nel caso in cui sia tra le quattro e le cinque volte il minimo Inps (da 31.816,20 euro a 39.770,25 euro). Il taglio più sostanzioso arriva per chi ha un reddito superiore a 39.770,25 euro, oltre 5 volte il minimo Inps: è previsto un taglio del 50%.