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9 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:00
“Tempi difficili”, titola Granma, il giornale del Partito comunista cubano, riportando le parole del leader Miguel Díaz-Canel Bermúdez, che ammette l’entità di una crisi “particolarmente difficile”, negando però ogni ipotesi di “collasso”. Certo: manca il petrolio venezuelano e l’embargo Usa peggiora le cose, ma – dice Díaz Canel – prevale la “resistenza creativa”, nonostante “le avversità quotidiane”. Intanto il regime apre al dialogo con gli Usa mentre incassa il sostegno di Cina, Messico, Russia e altri alleati.
“Chi sta peggio sono gli anziani, che con l’embargo non hanno la possibilità di ricevere le rimesse dei parenti radicati all’estero – racconta a ilfatto.it padre Massimo Nevola, gesuita, assistente ecclesiastico della Lega missionaria studenti, impegnato a Cuba dal 2004 -. La distribuzione degli alimenti ha retto fino alla pandemia, con la libreta che garantiva provviste per circa dieci giorni. Ora quel sistema è stato ridimensionato”. A Cuba padre Nevola ha fondato otto comunità religiose a cui non ha mai fatto mancare la sua presenza, neppure durante il Covid: “Appena si allentava il lockdown partivo”. Ma non solo. Ogni estate partono “i campi di solidarietà” – a eccezione degli anni 2020 e 2021 – promossi dalla Comunità di vita cristiana, che operano nell’isola attraverso la Lega missionaria studenti. Inoltre Nevola mantiene un “ottimo rapporto” con le istituzioni locali e si occupa di “animazione popolare” e assistenza per i disabili nel centro medico psicopedagogico “Edad de oro”.









