PADOVA - La ristorazione veneta perde uno dei suoi protagonisti più autorevoli. La famiglia Alajmo ha annunciato con profondo dolore la scomparsa di Giovanni Chimetto, fratello di Rita e zio di Raffaele, Massimiliano e Laura Alajmo. Cuoco, studioso, formatore, Chimetto è stato una figura centrale della ristorazione padovana: chiamato a dirigere Le Padovanelle fin dal primo giorno di apertura, fu poi la guida del Park Hotel di Asiago, e ancora realizzò, insieme al fratello Livio, il progetto dell’Hotel e Ristorante La Bulesca.

A ricordarne il valore è innanzitutto Erminio Alajmo: «Giovanni è stato l’uomo che mi ha fatto innamorare della gastronomia e del servizio in sala. Con lui ho imparato che la cucina è cultura, rispetto e responsabilità. Ha dedicato la sua vita alla cucina veneta, studiandola, rinnovandola e insegnandola con una generosità rara. È stato un riferimento per molti, per l’Accademia Italiana della Cucina, ma soprattutto per la nostra famiglia: per mia moglie Rita, che ha affiancato in cucina, e per mio figlio Massimiliano, che lo ha sempre considerato il suo maestro».

Un legame profondo, quello con Massimiliano Alajmo, che affonda le radici nell’infanzia e si è trasformato nel tempo in una relazione di ascolto, ricerca e silenzioso insegnamento: «Lo zio Giovanni per me è sempre stato un riferimento, sin da piccino. La sua determinazione, la sua forza e la sua presenza sono sempre stati una certezza. Padrone di un eloquio colto, animato da un’espressività profonda, riusciva a sollecitare interesse per ogni argomento trattato. Non dava risposte esaustive, ma ti provocava ulteriori domande affinché potessi cercare. Un maestro vero, un genio incredibile, con uno stile inconfondibile sia in cucina sia in pasticceria. Ha insegnato a tutti noi, ha dato sé stesso, senza chiedere nulla in cambio. La sua luce brilla nei nostri occhi e la sua anima illumina chi l’ha saputo sentire. Non è un distacco, ma una presenza indelebile. Grazie zio – conclude Massimiliano Alajmo – ti voglio bene».