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Ultimo aggiornamento: 18:08

Nei giorni scorsi è mancato Roberto Citterio, “l’oste di Milano più famoso nel mondo”. La città ha perso un personaggio davvero straordinario, che incarnava al meglio la tradizione meneghina attraverso l’attività dell’Osteria “Alla Grande”, nel cuore di Baggio. Cucina tipica locale, prezzi popolari e un’atmosfera difficile da descrivere, se non la si è mai provata di persona. In nessun altro locale è possibile sentirsi a casa tra oggetti di modernariato, battute folgoranti e canzoni milanesi, spesso con l’accompagnamento di Enzo Iacchetti alla chitarra.

Altro habitué è Alberto Patrucco, il quale ha rivelato come Roberto, conscio del suo stato di salute, avesse organizzato una cena di addio con gli amici. Purtroppo non è riuscito a farla, ma aveva già preparato il testo dell’invito, che partiva con “Prima che il pallore della morte…” e si chiudeva con una certezza: “Vista l’età della maggior parte dei presenti, comunque ci vedremo presto”.

Un clima a metà tra Amici miei e C’eravamo tanto amati, la cui unicità aveva affascinato anche Ornella Vanoni, la cantante israeliana Noa e diverse étoile della Scala, che amavano arrivare in fondo a via Forze Armate, nella Baggio più profonda, per il piacere di cenare da quello che si autodefiniva “anarchico conservatore”… sperando ovviamente che fosse dell’umore giusto, perché alternava una simpatia travolgente a un’indole piuttosto burbera.