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Da Conte a Renzi, passando per Magi e Bonelli e con il Pd schierato in prima fila, parte il plotone d’esecuzione nei confronti del governo che ha difeso il comico Pucci, costretto a rinunciare alla partecipazione a Sanremo
Il Pd e il centrosinistra partono all’attacco di Giorgia Meloni per il “caso Pucci”. “Mentre in Sicilia si contano migliaia di sfollati e gli italiani stanno affrontando gravi emergenze sociali, Meloni e lo stato maggiore del governo sono preoccupati della scaletta del Festival di Sanremo”, sentenzia Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione vigilanza Rai. L’esponente dem, poi, definisce quella di Pucci “una scelta di buonsenso che evidentemente non appartiene a tutti". Un chiaro riferimento al direttore di RaiSport, Paolo Petrecca, che, secondo Graziano, “dopo una vergognosa e imbarazzante telecronaca in occasione dell'inaugurazione dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina, continua imperterrito a rimanere al suo posto solo perché si sente difeso da chi attacca sulla presunta illiberalità”. Il capogruppo Pd in commissione di Vigilanza Rai, poi, conclude: “Rassicuriamo la Presidente Meloni e il vicepresidente Salvini: in Italia non c'è alcuna deriva illiberale della sinistra, c'è piuttosto una evidente inadeguatezza culturale della destra al governo. L'unico vero attacco alle istituzioni è quello portato avanti dalla maggioranza di governo, che tenta di controllare l'informazione pubblica, delegittimare il dissenso e, con la riforma della giustizia, minare la separazione dei poteri”.






