Pretendere chiarezza e risposte su come vengono svolti i lavori all’ex Penicillina: sono le richieste di ASIA e USB e dal Movimento per il diritto all’abitare che sollecitano con forza un Consiglio municipale aperto. Per dare forza a queste rivendicazioni, giovedì 5 febbraio, alle 10:30, si è svolto un presidio davanti alla sede del IV Municipio in via Tiburtina. Una mobilitazione che ha voluto richiamare l’attenzione sui rischi legati alle attività in corso nell’area dell’ex stabilimento farmaceutico, dove è certificata la presenza di amianto e rifiuti tossici.

La scelta della data coincide con la Giornata mondiale contro il cancro, un richiamo simbolico ma concreto agli effetti devastanti che l’esposizione a sostanze nocive può produrre anche a distanza di decenni. I movimenti denunciano la possibile violazione della legge 257/1992, che impone procedure rigorose per la bonifica dell’amianto, e temono la dispersione di fibre cancerogene in un’area densamente abitata, vicina a case, scuole e asili.

“Al centro della protesta c’è la richiesta di trasparenza, informazione alla cittadinanza e rispetto delle norme, perché – hanno ribadito i manifestanti – la salute degli abitanti di via Tiburtina non ha prezzo e non può essere messa a rischio da bonifiche opache o irregolari. I promotori annunciano che la mobilitazione continuerà finché non arriveranno risposte chiare e verificabili dalle istituzioni. I movimenti annunciano che la mobilitazione continuerà finché non verranno date risposte chiare e verificabili. “Pretendiamo un Consiglio comunale aperto – ribadiscono – perché la salute pubblica non è una questione privata e non può essere sacrificata in nome della fretta o del risparmio”. SEGUI La Città che resiste