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8 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 15:58
Dimissioni. Il capo di gabinetto del premier britannico Keir Starmer, Morgan McSweeney, fa un passo indietro in seguito alle pressioni per il caso Mandelson. È stato indicato da più parti come colui che aveva spinto per la nomina ad ambasciatore negli Stati Uniti di Peter Mandelson, ex controversa eminenza grigia del New Labour di Tony Blair riciclato da Starmer come ambasciatore negli Usa e finito sotto accusa anche in un’indagine penale di Scotland Yard per i suoi legami a doppio filo con il defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein. Una decisione “sbagliata“, che ha “danneggiato il nostro partito, il nostro Paese e la fiducia nella politica stessa”, si legge nella nota di McSweeney.
“Quando me l’hanno chiesto, ho consigliato al Primo Ministro di procedere a quella nomina e mi assumo la piena responsabilità di quel consiglio. Nella vita pubblica, la responsabilità deve essere assunta quando è più importante, non solo quando è più conveniente. In queste circostanze, l’unica scelta onorevole è farsi da parte”, spiega lo stratega politico 48enne. “Non è stata una decisione facile. Molto è stato scritto e detto su di me nel corso degli anni, ma le mie motivazioni sono sempre state semplici: ho lavorato ogni giorno per eleggere e sostenere un governo che mette al primo posto la vita delle persone comuni e ci conduce verso un futuro migliore per il nostro grande Paese. Solo un governo laburista può farlo. Me ne vado con l’orgoglio per tutto ciò che abbiamo realizzato, unito al rammarico per le circostanze della mia partenza”. Poi un ricordo delle “donne e ragazze le cui vite sono state rovinate da Jeffrey Epstein e le cui voci sono rimaste inascoltate per troppo tempo”, come riporta la Bbc. In coda, McSweeney auspica una revisione radicale del processo di due diligence e verifica, come “garanzia per il futuro”.












