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Milano, 8 feb. (askanews) – Non solo sport ma anche cultura dello sport nella Milano dei Giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026. Non a caso uno dei luoghi simbolo e un po’ intellettuali del capoluogo meneghino, il Parco Anfiteatro romano e Antiquarium Alda Levi è interamente dedicato alla cultura generata, e anche ai film ispirati, dai cinque cerchi. Da “Cammina, non correre” (1966) con uno splendido Cary Grant al controverso documentario “Olympia – Festa di popoli” (1938) di Leni Riefenstahl sino a “13 giorni in Francia” (1968) di Claude Lelouch.
L’educazione è protagonista. Ben rappresentati i valori che lo sport trasmette.
Franco Ascani, Membro Commissione Cultura Patrimonio Olimpico CIO e Presidente della Fédération Internationale Cinema Television Sportifs – FICTS (Federazione a cui aderiscono 130 Nazioni, riconosciuta dal CIO – Comitato Internazionale Olimpico), dal 1996.
“Sono il presidente della Federazione Internazionale del Cinema e Televisione Sportive che raccoglie 130 paesi nel mondo in 5 continenti – dice Ascani – per promuovere le immagini olimpiche nel mondo. In questo senso, in questa direzione, siamo qui oggi in Via dei Amicis 17 a Milano, nel chiostro di un convento del 1500 che è stato trasformato e allestito in una sede, tra virgolette, olimpica dove, attraverso la realizzazione di mostre, abbiamo 280 foto, cimeli sportivi, compresa la torcia olimpica di Cortina 56 portata da Zeno Colò e proiezioni in diretta delle trasmissioni e la storia dei giochi di tutti i tempi. Abbiamo realizzato questo momento che abbiamo chiamato, ‘I Giochi nel Chiostro – La Casa degli Sport Olimpici’. In Via dei Amicis, vicino alle colonne di San Lorenzo, sopra la Milano Romana, abbiamo lanciato questo legame tra la cultura e lo sport, così come le iniziative che la Fédération Internationale Cinema Television Sportifs – FICTS, porta avanti in 40 sedi contemporaneamente in questi giorni, nei musei, nelle biblioteche, nei palazzi storici per legare lo sport alla cultura”.














