Ma tra pronto e pronto - tutti e comunque sovraffollati per dodici mesi l'anno, con un «di più» durante le festività e relativi ponti - la situazione varia. A fare la differenza, l'applicazione o meno delle strategie per ridurre l'attesa, il boarding: il fenomeno per cui pazienti già visitati e destinati al ricovero restano bloccati nel pronto soccorso su barelle nei corridoi per mancanza di posti letto nei reparti, causando ritardi, sovraffollamento, sovraccarico del personale (e aumento dei rischi per la salute dei pazienti).
Ospedali virtuosi e indice di boarding
Gli ospedali di Ciriè, Vercelli, Verduno e Cuneo, nonostante abbiano un numero discretamente elevato di pazienti in pronto, dichiarano un boarding relativamente basso. E un indice boarding non oltre il 22%: «Significa che i pazienti attendono meno per essere ricoverati, ma anche che il personale sanitario non deve occuparsi della gestione clinica di pazienti che ormai nulla più hanno di urgente, ma che necessitano invece di cure in reparti di degenza». Situazione pesante in altre realtà, da Mondovì a Savigliano, e molto pesante a Torino e nel Torinese.
Cos’è il boarding e perché è importante
Il boarding è uno dei principali fattori di sovraffollamento del pronto soccorso: pazienti già visitati, con indicazione al ricovero, restano per ore o giorni su barelle nei corridoi perché mancano posti letto nei reparti. Questo genera:






