La fuga in avanti tutta italiana sul contributo applicato ai mini pacchi di provenienza extra Ue sembra destinata a fermarsi. Il Governo sta valutando di rinviare l’applicazione della «tassa» di 2 euro su tutte le importazioni di valore dichiarato inferiore a 150 euro provenienti dai Paesi fuori dell’Unione (e quindi non solo la Cina ma anche, ad esempio, Regno Unito o Stati Uniti) per attendere il nuovo dazio doganale di 3 euro su cui il Consiglio Ue ha già raggiunto un accordo per l’applicazione a partire dal prossimo 1° luglio. Una scelta destinata a materializzarsi con una correzione all’interno del decreto Milleproroghe ora all’esame della Camera in prima lettura.

L’aggiramento in altri scali Ue

L’idea è quella di bloccare l’asimmetria regolatoria che sta già dando adito a pesanti comportamenti elusivi. Era stata Confetra (Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica) a denunciare nelle settimane scorse l’aggiramento del contributo con i mini pacchi indirizzati verso altri scali europei dove il contributo non è applicato all’atto dello sdoganamento e poi trasferiti con il trasporto via terra, e in particolare via camion, nel nostro Paese superando ogni obbligo di prelievo in quanto beni proveniente da Paesi dell’area Schengen. Sulla possibilità di un rinvio era arrivata già un’apertura del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: «Valuteremo. C’è una decisione europea e vedremo di renderla coerente» (si veda «Il Sole 24 Ore» del 27 gennaio).