Un “comunicato legge” in preparazione al ministero dell’Economia per blindare la sospensione del contributo da due euro sui pacchi extra Ue fino al 30 giugno e l’addio alla clausola made in Ue per l’iperammortamento. Ma anche per annunciare che il sistema di calcolo dell’Iva sulle permute basato sui costi riferibili ai beni e ai servizi scambiati (si veda anche il servizio in pagina 29) scatterà solo dai contratti stipulati dal 2026, mantenendo per quelli precedenti e di durata pluriennale il meccanismo ancorato al valore normale. Con il rinvio dell’approdo del decreto fiscale in Consiglio dei ministri il Governo punta comunque a mettere dei punti fermi sulle misure allo studio anche per dare maggiori certezze agli operatori. A cominciare dalla sospensione del contributo sui mini pacchi extra Ue.
Il meccanismo di stand by amministrativo è terminato a fine febbraio e di fatto l’applicazione scatterebbe dal 15 marzo. Per questo il comunicato serve a precisare che l’Esecutivo interverrà in uno dei prossimi Cdm per bloccare temporaneamente l’applicazione per poi decidere come procedere. Anche perché dal 1° luglio incombe il nuovo dazio da 3 euro che sarà applicato sui tutti i Paesi dell’Unione per i pacchi di modico valore provenienti da Stati non comunitari (è il caso, ad esempio, della Cina ma anche di Stati Uniti e Regno Unito). Del resto, già in due risposte a interrogazioni parlamentari, l’Economia aveva precisato che per il rinvio fino al termine di giugno non era necessario prevedere coperture perché le previsioni di gettito sono a partire da luglio. Senza dimenticare poi che sul contributo pende un ricorso di Confetra al Tar Lazio con un’udienza cautelare calendarizzata per il 23 marzo.In attesa della norma primaria, il comunicato legge serve anche a fornire un messaggio di chiarezza alle imprese interessate agli incentivi del nuovo piano Transizione 5.0 e che stavano pianificando l’acquisto di beni prodotti in stabilimenti fuori dal territorio della Ue o dello Spazio economico europeo.






