La campagna elettorale ungherese entra nel vivo in vista del voto del 12 aprile.
Il partito di opposizione Tisza ha presentato il suo manifesto, lanciando il guanto di sfida al premier Viktor Orban con una tassa patrimoniale per i più ricchi, l'adozione dell'euro e il pieno riallineamento di Budapest all'Ue e alla Nato.
Nel programma di 240 pagine - intitolato 'Le basi di un'Ungheria funzionante e umana' -, Tisza promette una netta svolta sul piano economico e geopolitico. Il leader Peter Magyar punta sulla lotta alla corruzione e sullo sblocco dei miliardi di euro di fondi Ue congelati a causa delle violazioni sullo stato di diritto, da utilizzare per rilanciare crescita e investimenti.
Il punto più simbolico del manifesto è la patrimoniale: un'imposta annua dell'1% sulla quota di patrimonio che supera 1 miliardo di fiorini (circa 2,6 milioni di euro). In parallelo, il piano prevede tagli all'imposta sul reddito per chi guadagna meno del salario mediano. Cambio di rotta anche sull'euro: in caso di vittoria, l'opposizione si impegna a fissare "una data realistica e prevedibile" per l'ingresso nella moneta unica. Sul fronte energetico, Tisza promette di azzerare la dipendenza da gas e petrolio russi entro il 2035, raddoppiare la quota di rinnovabili entro il 2040 e rivedere a fondo il progetto della centrale nucleare Paks 2, realizzata con tecnologia russa.






