Con la chiusura della raccolta di firme, è definitivo che saranno cinque i partiti in corsa sulle schede del voto, decisivo per il premier Viktor Orban, il 12 aprile in Ungheria.
Oltre il Fidesz di Orban e il Tisza (Libertà e onore) di Peter Magyar, i due grandi partiti, anche tre più piccole formazioni hanno riuscito di raccogliere le firme necessarie: il partito di estrema destra Patria nostra (Mi hazank), un partito di sinistra, i Democratici (Dk), e un partito azionista e anti-elitario, il partito del Cane a doppia coda (Kètfarku kutyapart).
Stando ai sondaggi, dei tre, solo gli estremisti di destra hanno una reale possibilità di passare lo sbarramento di 5%, e mandare deputati nel futuro Parlamento, dove potranno aiutare il Fidesz contro il blocco del Tisza.
Invece, i candidati dei Democratici e degli azionisti faranno concorrenza nei collegi uninominali a quelli del Tisza, rischiando la vittoria dell'opposizione contro Orban.
La sorte delle elezioni, con il sistema misto in vigore, si deciderà proprio nei collegi uninominali: per vincere, bisogna conquistare almeno 56-58 collegi su 106.






