La bara coperta da un cuscino di rose bianche e lilium gialli. La cerimonia scandita dal suono di un’arpa. Tutto intorno i vecchi camerati, i suoi ex studenti. È piena la chiesa di Santissima Annunziata in via di Grotta Perfetta, a Roma Sud, dove sabato mattina si sono svolti i funerali di Mario Michele Merlino, morto a 81 anni. A rendere omaggio all’ex militante del Movimento sociale italiano, poi trasmigrato in Ordine nuovo e successivamente in Avanguardia Nazionale con Stefano Delle Chiaie, ci sono Gabriele Adinolfi, il fondatore di Terza posizione, l’ex senatore di An Domenico Gramazio.
Domenico Gramazio
Merlino è tra le figure più controverse della storia recente del nostro Paese. Fondò il circolo anarchico 22 marzo in via del Governo Vecchio insieme a Valpreda, e partecipò alla rivolta di Valle Giulia, nel 1968. “Camerata” di Delle Chiaie, fu indagato e poi assolto per i fatti collegati alla strage di piazza Fontana. Il figlio Emanuele Merlino, capo della segreteria tecnica del ministero della Cultura e stratega culturale di Giorgia Meloni, dall’altare ha ricordato la figura del padre da una prospettiva strettamente umana e privata, senza riferimenti al suo impegno politico. Come invece fanno altri all’esterno della chiesa. “Lo conoscevo da ragazzo – ricorda Marco Marchetti - era una brava persona. Di lui ho un’immagine impressa nella memoria: Mario che corre dietro a una camionetta della polizia per colpirla con un bastone. Dove? Chi se lo ricorda”.








