«Se passo bene la prima traversa ho chance, altrimenti no. Devo studiare quel passaggio, non vedo l’ora di guardare il video della mia discesa». Sofia Goggia ha il viso dei giorni giusti, quasi in estasi quando torna sull’accensione del braciere nella cerimonia di apertura di Cortina («qualcosa di sacro, molto intimo. E poi farlo in contemporanea con Tomnba e Compagnoni»), il secondo test sulla pista Olympia delle Tofane è più simile alla gara di domenica. «Per l’80% ho fatto quello che volevo, il resto è quello che devo mettere bene a posto se voglio vincere. Devo fare tutto perfetto. Pressione? Nel fare bene le cose. La pressione la sentirà chi ha fatto tutto bene nelle prove». Sofia, oro olimpico nel 2016, chiude a 0.86 centesimi dal miglior tempo realizzato dall’americana Johnson.

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