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Gerusalemme, 6 feb. (askanews) – Raccontare Gerusalemme significa tenere insieme secoli di storia, religioni e narrazioni spesso in tensione. Per il Tower of David Jerusalem Museum la sfida passa da un racconto fondato su archeologia, tecnologia immersiva e confronto tra comunità. Mentre il governo prova, dopo due anni di guerra, a far ripartire il turismo in Israele, a partire da quello religioso, Gerusalemme resta la città simbolo delle tre grandi religioni monoteiste: ebraismo, cristianesimo e islam.
Ne parla Caroline Shapiro, direttrice delle relazioni esterne del museo, tra memoria condivisa, educazione e collaborazioni culturali internazionali, anche con l’Italia.
“La Tower of David Jerusalem Museum – spiega Shapiro – ha voluto diventare il nuovo punto di accesso alla Città Vecchia di Gerusalemme e di permettere quindi alle persone di entrare davvero nella città e di immergersi a fondo nella sua storia, che copre quattromila anni. Abbiamo lavorato con un team molto ampio: archeologi, storici, designer e architetti, ma anche con rappresentanti religiosi delle comunità ebraiche, cristiane e musulmane, per riuscire a raccontare la storia di Gerusalemme attraverso reperti originali e tecnologie immersive e interattive, nel modo più rispettoso possibile”.






