"Il pluralismo non è una concessione, non è lasciar parlare qualcuno e poi fare come se nulla fosse perché c'è già un'altra linea, non è generica tolleranza". Resa dei conti alla Direzione del Pd: l'europarlamentare Pina Picierno contesta la segretaria Elly Schlein alla radice, demolendo la sua leadership punto per punto. Difficile, a partire da oggi, pensare a una ricomposizione. E non è solo una questione personale: dietro Picierno si muove un mondo, minoritario ma rilevante, quello riformista ed europeista del Partito democratico che vive da tempo con grande sofferenza la deriva a sinistra della Schlein.
"Ci può essere unità anche avendo posizioni diverse, se quelle posizioni vengono ascoltate, riconosciute e apprezzate. Non si è più uniti quando invece le differenze vengono ridotte all'invisibilità, insultate, annichilite e lì nasce la frattura", ha spiegato la vice-presidente del Parlamento Ue, che ha poi tirato in ballo nomi pesanti del centrosinistra. "C'è una lenta, taciuta, nascosta ma progressiva e inesorabile tendenza di dirigenti che stanno lasciando questa comunità, tanti fondatori non riconoscono più il Pd. Penso alle parole di Prodi, di Veltroni, ma la lista è lunga".








