La “festa” per l’intesa tra Ue, Usa e Giappone sui minerali critici e per «la solidità del rapporto strategico tra Italia e Stati Uniti, fondato su un partenariato storicamente radicato», ma anche il punto sui dossier internazionali più caldi: Iran, Gaza, Ucraina e Venezuela. E’ durato due ore e mezza, ieri in prefettura a Milano prima dell’avvio dei Giochi olimpici, l’incontro tra Giorgia Meloni e J.D. Vance, alla presenza del vicepremier e titolare della Farnesina, Antonio Tajani, e del segretario di Stato Usa Marco Rubio.

L’atmosfera è distesa, i sorrisi a beneficio di flash. L’eco della nuova provocazione di Donald Trump - il video postato su Truth con i coniugi Obama sovrapposti a corpi di scimmie, poi attribuito a un impiegato dello staff e rimosso - qui non arriva. «Comunanza di vedute sulle principali sfide globali, a partire dalla sicurezza energetica e dalla creazione di catene di approvvigionamento sicure e affidabili per i minerali critici», recita la nota di Palazzo Chigi diffusa al termine del colloquio, suggellando innanzitutto l’accordo siglato mercoledì a Washington su terre rare e materie prime critiche.

Da Milano si prova a ripartire per ricucire la tela delle relazioni tra Italia e Usa smagliata dagli attriti delle scorse settimane sulla Groenlandia, sul Board of peace per la Striscia e poi sul contributo dei soldati italiani in Afghanistan minimizzato da Trump, che non ha mai rettificato. A complicare le relazioni, oltre al mancato bilaterale a Davos tra Meloni e il tycoon, sono arrivate le polemiche interne sulla presenza degli investigatori dell’Ice alle Olimpiadi, clamore che però la premier ha già bollato come «surreale».