L'incontro oggi in prefettura a Milano fra Giorgia Meloni e il vicepresidente americano J.D.
Vance, preceduto dal faccia a faccia della premier con il presidente della Polonia Karol Nawrocki, Stato nevralgico sul fronte del conflitto fra Russia e Ucraina da solo basta a confermare come le Olimpiadi siano sì un appuntamento sportivo di importanza assoluta ma anche un'occasione diplomatica a livello globale.
Lo ha ribadito anche il Capo dello Stato Sergio Mattarella, che dopo l'auspicio del rispetto della tregua olimpica pronunciato all'inaugurazione della 145ma sessione del Cio lunedì scorso, alla cena alla Fabbrica del Vapore offerta dalla presidente del Comitato olimpico Kirsty Coventry, a capi di Stato e governo ha spiegato che le parole del motto olimpico 'Citius, altius, fortius, communiter', ovvero più veloce, più in alto, più forte, insieme "non sono soltanto un programma sportivo: dovrebbero essere, sono, un programma cui dovrebbero ispirarsi tutti i governi del mondo nelle relazioni tra di loro".
"È quel che tutti i popoli desiderano e attendono" ha osservato dando il benvenuto gli atleti e le atlete "provenienti da tanti Paesi, con la più ampia partecipazione femminile di sempre". Fra i politici qualcuno arriverà solo, come il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, e qualcun' altro come il presidente francese Emmanuel Macron ha preferito non essere presente (domani avrà un pranzo all'Eliseo con il re del Bahrain) evitando quindi di sedersi allo stadio accanto all'americano Vance come cerimoniale vorrebbe, ma la gran parte di politici e teste coronate che parteciperanno alla cerimonia inaugurale delle olimpiadi a San Siro è già arrivata in una Milano blindata, con zone rosse e divieto di transito anche a piedi, fermate della metro chiuse, droni, tiratori scelti e aree transennate. Come quella attorno all'hotel Gallia, cinque stelle accanto alla stazione centrale che ospita la delegazione Usa.











