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6 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 19:51

In Piemonte si registra un insolito scontro tra Giunta di centrodestra e associazione Pro Vita. A far esplodere la polemica è una circolare inviata alle Aziende sanitarie locali dal direttore della Sanità regionale, Antonino Sottile, che chiarisce gli aspetti tecnico-giuridici delle sentenze della Corte costituzionale sul suicidio medicalmente assistito. Il documento arriva dopo il caso di un paziente dell’Asl To4, tra Chivassese e Canavese, che pur avendo ottenuto la validazione dei requisiti previsti dalla legge, si era visto negare la possibilità di ricevere farmaci e sostanze potenzialmente utilizzabili per la procedura. Proprio per evitare interpretazioni difformi, la Regione ha deciso di intervenire con una circolare esplicativa.

Nel testo vengono richiamate le parole della Corte costituzionale, che riconoscono il “diritto della persona di ottenere dalle aziende del Servizio sanitario regionale il farmaco, i dispositivi eventualmente occorrenti all’autosomministrazione, nonché l’assistenza sanitaria anche durante l’esecuzione della procedura”. Sottile ha però precisato che non si tratta né di linee guida né di una nuova regolamentazione: “È una mera circolare esplicativa delle sentenze della Corte costituzionale che, nelle fonti del diritto italiano, corrispondono a legge a cui tutti devono attenersi”.