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L'Ufficio centrale ha accolto il nuovo quesito per il referendum sulla riforma della Giustizia, nella versione formulata dai 15 giuristi promotori della raccolta di firme di 500mila cittadini. Il voto potrebbe slittare ad aprile
Sul referendum della Giustizia arriva la svolta della Corte di Cassazione. Dopo una lunga camera di consiglio, fanno sapere fonti vicine agli Ermellini, l'Ufficio centrale ha accolto il nuovo quesito per il referendum sulla riforma della Giustizia, nella versione formulata dai 15 giuristi promotori della raccolta di firme di 500mila cittadini. A proporlo erano stati i "volenterosi", giuristi coordinati dall'avvocato Carlo Guglielmi. Significa che anche la data del voto, fissata dal governo per il 22 e il 23 marzo, rischia di slittare: non è chiaro se l'esecutivo possa limitarsi a modificare il quesito, o se debba riconvocare le urne. Nel secondo casa, la data del voto potrebbe slittare ad aprile: serve infatti un anticipo tra i 50 e i 70 giorni. Dentro l'ordinanza si potrebbe forse trovare qualche indicazione in più, ma non è ancora stata depositata, ma la notizia è stata anticipata prima da Repubblica nella sua versione on line e poi anche dall'Ansa.











