MILANO. È bastata una parola, una sola, infilata in un resoconto ufficiale americano, per far scattare il giallo del nuovo compagno di Giorgia Meloni. Sei lettere maiuscole — SPOUSE — accostate al nome della premier nel report del pool Usa sul pranzo milanese con il vicepresidente JD Vance. Quanto basta per far drizzare le antenne a cronisti e addetti ai lavori: chi sarebbe il consorte? Quando è entrato in scena? E soprattutto, dov’era seduto?

Il pranzo è quello in prefettura, clima ovattato, protocollo rigido, lista degli invitati millimetrica. Eppure, in mezzo a ministri, ambasciatori e consorti ufficialissimi, spunta lui: il marito ignoto della presidente del Consiglio. Invisibile agli occhi, ma presente agli atti. Un fantasma con cravatta.

Ad accorgersene per prima è l’agenzia LaPresse, che mette subito sotto la lente il refuso e lo fa circolare tra le redazioni. La notizia rimbalza, il tam tam parte, l’imbarazzo cresce. A Roma si controllano le foto, a Milano si rivedono i video, a Washington si rilegge il documento.

Finché Palazzo Chigi interviene ufficialmente, chiedendo agli Stati Uniti di correggere l’errore: nessun coniuge al fianco di Meloni, né tantomeno accanto al consigliere diplomatico Fabrizio Saggio. Nel nuovo elenco lo SPOUSE evapora, come un refuso al sole.