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Ultimo aggiornamento: 15:31

“Tre euro netti per pulire una stanza che viene venduta a 800 euro a notte”. Laura è una cameriera ai piani di un hotel a quattro stelle di Milano. Una delle tante lavoratrici in appalto che reggono il sistema del turismo di una città che da oggi si prepara a vivere il grande evento delle Olimpiadi invernali. “Ogni giorno attacco alle 8.30 – racconta al Fatto.it la sua collega Irene – ci consegnano un foglio dove devi fare 12 camere in 6 ore. Ma se tu non riesci a fare le tue 6 ore sei pagato per le camere che fai, dunque è come se fossimo pagati a camera, non a ore”. Quanto si porta a casa al mese? “Dipende, ma in media sui 800-900 euro”. E come si fa a vivere con quelle cifre a Milano: “In tante vivono fuori, se no ci si arrangia, questo è il mondo del turismo”.

Per questo le lavoratrici hanno scelto di scendere in piazza insieme ai sindacati Si Cobas, Sial Cobas e Cub proprio nel giorno della cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi. Una manifestazione che si sarebbe dovuta tenere di fronte alla sede di Federalberghi ma che, dopo il divieto della questura, è stata spostata in piazzale Loreto, lontano dal centro. “Nel settore degli hotel le cameriere ai piani lavorano secondo una pratica lavorativa che noi definiamo di cottimo integrale – spiega Mattia Scolari, segretario Cub Milano e provincia – le buste paga non sono costruite sulla base delle ore effettivamente lavorate ma sono costruite sulla base dei minutaggi attribuiti al ribasso già predefiniti per la pulizia di ciascuna camera. E con queste Olimpiadi i lavoratori e le lavoratrici degli hotel non vedranno un euro in più in busta paga, anzi…”.