Milano – Va bene il Giubileo 2025, benvenute le Olimpiadi 2026, ma senza questi grandi eventi il Comune di Milano rischia di tornare al punto di partenza, quando l’imposta di soggiorno per gli hotel a 5 o più stelle valeva 5 euro a persona a notte, invece degli attuali 12 euro. Un aumento dovuto proprio ai grandi appuntamenti sopracitati, grazie ai quali Palazzo Marino ha potuto raddoppiare la tassa pagata dai turisti. Nel 2027 non ci sono grandi eventi a cui aggrapparsi per far conservare le attuali tariffe e Milano rischia di perdere 60 milioni di euro. O meglio, dell’ammontare complessivo dell’imposta persa, 30 milioni di euro non andrebbero nelle casse comunale e altri 30 milioni di euro non sarebbero destinati allo Stato.
Per evitare questo mancato incasso, la Giunta guidata dal sindaco Giuseppe Sala si aspetta che il Governo dia la possibilità a Milano di adeguare definitivamente le proprie tariffe a quelle delle città d’arte come Roma, Firenze e Venezia, con cui il capoluogo lombardo, numeri alla mano – oltre 10 milioni di turisti all’anno – può essere parificata.
L’allarme imposta di soggiorno
L’allarme imposta di soggiorno è stato lanciato ieri mattina dall’assessore comunale al Bilancio Emmanuel Conte, il quale, riferendosi al Governo, osserva che su questa tassa “aspettiamo di capire se ci adegueranno alle altre città come Roma, Firenze, Venezia, visto che è una tassa che pagano soprattutto i turisti stranieri e alto spendenti. Non c’è un tema di peso sulle famiglie quindi”.








