Il 2026 sarà un anno caldo sotto tanti punti di vista, anche per chi si sposterà su e giù per lo Stivale. Nella Manovra 2026, infatti, c’è una “bella” novità per la tassa di soggiorno, che cambia a tutti gli effetti pelle. Se da un lato infatti i Comuni potranno incassare di più, dall’altro lo Stato, per volere del governo Meloni, si tratterrà una fetta del bottino: ben il 30% dei ricavi extra finirà infatti nelle casse centrali, destinato – in teoria – a fondi per l’inclusione e l’assistenza ai minori. Così, c’è già chi addita la nuova operazione di Palazzo Chigi come “esproprio turistico”.
Non solo. Anche nel 2026 i Comuni avranno la possibilità di ritoccare verso l’alto la tassa di soggiorno. Lo dice chiaramente la bozza del Dl Anticipi approvata in Consiglio dei ministri, che di fatto prolunga di un altro anno la stagione inaugurata con la Manovra 2024.
Quanto può aumentare la tassa di soggiorno
La nuova tassa di soggiorno, che promette un gettito da record che fa gola a tutti, riaccende lo scontro tra Roma e le amministrazioni locali. Per i Comuni è una risorsa preziosissima, per lo Stato un’occasione di introito particolarmente ghiotto. Solo per i viaggiatori significa un conto più salato sul comodino.















