C’era una volta l’asse Parigi-Berlino. Sarà colpa dei passi falsi di Macron e della crisi politico-economica della Francia, sarà merito di Giorgia Meloni che ha rapidamente conquistato la scena internazionale.
E mettiamoci pure le difficoltà della Germania, che ha alle spalle due anni di recessione lasciati in eredità dal governo semaforo tendente al rossoverde di Scholz. Fatto sta che lo scenario europeo sta rapidamente cambiando. L’ultimo tassello è la possibile uscita dei tedeschi dal programma Fcas per sviluppare il caccia di sesta generazione portato avanti insieme a Francia e Spagna. Berlino avrebbe infatti sondato la disponibilità dell’Italia a farla entrare nel progetto Gcap, che il nostro Paese sta sviluppando insieme a Regno Unito e Giappone. Una mossa che cambierebbe radicalmente, soprattutto in una fase in cui il riarmo e la difesa Ue sono al centro del dibattito, i rapporti di forza all’interno dell’Unione. Ma per capire bene quello che sta succedendo bisogna unire i puntini degli ultimi mesi e ricostruire un mosaico che passa per le posizioni del Cancelliere Merz sul Medio Oriente, l’attenzione della Germania a tenere in piedi il rapporto con Gli Stati Uniti, il cambio di passo di Berlino sul green deal e l’abbandono della linea del rigore sui conti pubblici, con la decisione di Berlino di fregarsene del deficit e mettere in pista un ingente piano di investimenti pubblici per l’industria (della difesa e non solo) in barba all’impennata del deficit.












