Nel processo “Angeli e Demoni” sugli affidi in Val d'Enza, dal 27 giugno 2019, giorno delle misure cautelari, "si è registrato un clamore mediatico della vicenda tale da avere travolto non solo le sorti dei bambini e dei loro familiari ma, con conseguenze non calcolabili, le vite degli imputati, e per quanto qui rileva, degli stessi testimoni".
È un passaggio della sentenza del processo sul 'caso Bibbiano', depositata dal tribunale di Reggio Emilia: 1.650 pagine per spiegare la decisione del 9 luglio, quando i giudici hanno indicato undici assoluzioni ed emesso tre condanne con pena sospesa a fronte di richieste fino a 15 anni da parte della Procura. Questo perché, scrivono ancora i giudici, è emersa “l'intrinseca debolezza dell'intero impianto accusatorio, fondato su premesse davvero fragili, in quanto opinabili e poco ancorate ai fatti, gli unici che il processo penale è deputato ad accertare".
“Il caso Bibbiano? Fu barbarie mediatica. Processo strumentalizzato dalla politica e poi smentito”
di Giuseppe Baldessarro
11 Luglio 2025







