(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Pesante battuta d'arresto per Stellantis -23,1%
a Piazza Affari dopo il profit warning con una perdita netta tra 19 e 21 miliardi di euro attesa per il secondo semestre, i maxi oneri da 22,2 miliardi per reimpostare il business più ampi del previsto, le guidance 2026 peggiori delle attese e la sospensione del dividendo a causa dei risultati, mentre gli analisti si attendevano che "rimanesse almeno una cedola simbolica". A poco servono gli spiragli positivi, come il fatto che le consegne consolidate globali sono viste in rialzo del 9% a 1,5 milioni di unità nel quarto trimestre e dell'11% a 2,8 milioni nel secondo semestre. E il fatto che il Ceo, Antonio Filosa, puntando l'indice contro "criticità pregresse" e "una sovrastima del ritmo della transizione energetica", abbia parlato di un male necessario per rilanciare il business e riportare il gruppo su una traiettoria di crescita e maggiore redditività, spiegando che le azioni correttive avviate nel 2025 stanno già cominciando a dare frutti.
Così il titolo è arrivato a cedere oltre il 23% e, dopo essere stato fermato varie volte per eccesso di ribasso, è sceso fino a 6,3 euro per azione, il livello più basso dalla nascita della società dopo la fusione tra Psa e Fca, effettiva da gennaio 2021. "I dati sono stati peggiori delle attese. Sono stati annunciati oneri straordinari per 22,2 miliardi di euro con cash out di 6,5 miliardi da spalmare su quattro anni, superiori alle nostre attese (oltre 2 miliardi di cash out) e del consensus", sottolineano gli analisti di Equita, secondo cui "anche le stime per il secondo semestre 2025 e le guidance 2026 sono inferiori alle attese".










