Le uniformi delle nazionali in gara appassionano tanto quanto le competizioni. Ecco le nostre preferite, e quelle che non ci hanno del tutto convinto

di Serena Tibaldi

Prima ancora delle gare olimpiche, dei possibili ospiti alla cerimonia di apertura e del toto-vincitori, c’è un argomento che sta dominando i social media in questi giorni: le divise delle nazionali. Chi veste chi, quali sono le più belle, quali le più improbabili, quali le più improponibili. Non è una novità: succede sempre che, a ogni Olimpiade, tutti improvvisamente si scoprano esperti di moda e sportswear, pronti a commentare gli accostamenti che i brand scelgono per le diverse squadre e a questionare su come cadano giacche e giacconi.

Eppure, quest’anno l’argomento è particolarmente sentito, complice la valanga di post a tema su Tiktok con cui gli atleti mostrano orgogliosi – alcune volte a ragione, altre meno, molto meno – i guardaroba forniti dagli sponsor tecnici. Come si diceva, alcune volte gli è andata bene, altre non così tanto.

Tra i migliori non si possono non inserire le divise italiane firmate EA7, la linea sportiva di Giorgio Armani. Prima di tutto perché siamo gli orgogliosi padroni di casa, e vedere il presidente Mattarella provarsi uno dei giacconi fa sorridere. Poi, perché sono belle, con il loro total white. Infine perché la loro presentazione ufficiale, lo scorso maggio, fu l’ultima uscita pubblica dello stilista, scomparso lo scorso 4 settembre. E questo, da modaioli quali siamo, conta.