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Conte: "Direttive incostituzionali". Salis: "Deriva autoritaria, tocca a noi contrastarla"
Gli scontri di Torino come pretesto per una "deriva autoritaria" di stampo "post-fascista". Nel giorno del via libera del Consiglio dei ministri al "pacchetto sicurezza" è questa la tesi della sinistra radicale e del "campo largo". L'obiettivo? Picconare il governo. In prima fila c'è l'europarlamentare di Avs Ilaria Salis (foto a lato), che collega le violenze di Askatasuna alla stretta governativa, ma anche Giuseppe Conte (foto più a destra). "L' obiettivo era sfruttare i fatti di Torino per soffocare il dissenso: per fortuna hanno dovuto fare retromarcia su alcune norme assurde", se la prende con il governo il leader del M5s. "Da Torino continuano ad arrivare immagini e testimonianze di gravi abusi di polizia. Pestaggi di gruppo contro manifestanti isolati che non oppongono alcuna resistenza; lacrimogeni sparati ad altezza d'uomo per colpire e fare male; insulti e minacce", esordisce la Salis rossoverde, bypassando gli attacchi dei manifestanti contro i poliziotti. Poi piazza il fendente contro la maggioranza e l'esecutivo. Parla di "schifo", "pacchetto repressione" e non manca nemmeno stavolta il solito refrain del presunto ritorno al Ventennio. "Le forze dell'ordine diventeranno cittadini un po' più uguali degli altri di fronte alla legge. I manifestanti sottoposti a fermo preventivo, un po' meno. La deriva autoritaria guidata dai post-fascisti al potere compie un altro strappo in avanti. Sta a noi contrastarla. Per farlo, serve una coalizione ampia", chiama alla battaglia.






