CORTINA D’AMPEZZO (BELLUNO) - Non solo gli hotel de la Poste, Franceschi, Cortina, Ambra e Victoria. Sono molti di più gli obiettivi delle incursioni digitali filorusse, in corso da un paio di giorni sullo sfondo di Milano Cortina 2026. Fra alberghi, consorzi turistici ed enti, finora gli analisti del dark web ne hanno contati 44 a livello nazionale, ma non è escluso che il numero possa ulteriormente salire, benché non tutte le realtà colpite a Nordest se ne siano rese conto: evidentemente in alcuni casi si è trattato di azioni dimostrative limitate, ancorché rivendicate dal gruppo NoName057(16). È confermata la matrice ideologica dell’offensiva, con rilevanti riflessi sul piano delle relazioni politiche e diplomatiche fra Roma e Mosca. Mercoledì sera il ministro italiano Antonio Tajani aveva liquidato così gli attacchi: «Respinti al mittente». Ma ieri pomeriggio l’Ambasciata della Russia in Italia ha diffuso su Telegram una dichiarazione sprezzantemente ironica: «Forse qualcuno dubita che la Russia sia colpevole sempre e in tutto? Anche dello scioglimento dei ghiacciai sulle Alpi italiane, del maltempo in Sicilia, delle malattie dei pini romani, del calo di pesci spada nelle acque nostrane del Mediterraneo, nonché delle zanzare italiane incattivite? Ma come tireremmo avanti, se la Russia non esistesse?».