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Ultimo aggiornamento: 20:46
Sono stati gli hacker filorussi del gruppo Noname057(16) a rivendicare e motivare il cyberattacco contro alcune sedi diplomatiche italiane e siti legati alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. La rivendicazione ha riportato al centro dell’attenzione il tema delle “intromissioni” esterne, denunciato nei giorni scorsi dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che aveva parlato di azioni ostili prontamente sventate.
Secondo quanto riferito dalla Farnesina, gli attacchi informatici hanno colpito sedi del ministero degli Esteri, a partire dall’ambasciata italiana a Washington, e alcuni siti riconducibili alle Olimpiadi invernali, inclusi portali di alberghi a Cortina. Gli episodi si inseriscono in un contesto di crescente pressione cibernetica attribuita ad attori filorussi, attivi su obiettivi istituzionali e infrastrutture simboliche.
Nel ribadire la posizione dell’Italia, la Farnesina ha chiarito che “l’Italia non ha alcun pregiudizio contro la Russia, non è in guerra con la Russia”, ma condanna fermamente “la violazione del diritto internazionale prodotta dall’invasione dell’Ucraina”. Una guerra che, sottolinea il ministero, la Russia continua a portare avanti “uccidendo cittadini ucraini e distruggendo installazioni elettriche, ospedali e strutture civili”. L’Italia, viene aggiunto, sostiene tutte le iniziative di pace promosse dagli Stati Uniti e rivolge “un appello alle autorità russe a negoziare con spirito costruttivo al tavolo delle trattative”.










