La diplomazia araba ha agito come un cuscinetto, garantendo agli americani una maggiore "flessibilità", a patto che gli Stati Uniti non si alzassero dal tavolo. Il risultato è un precario ritorno alla diplomazia: i colloqui, inizialmente dati per morti, sono stati confermati per venerdì, sebbene con un possibile spostamento logistico verso Muscat (Oman) per alcune sessioni bilaterali segrete. Nonostante il salvataggio dei colloqui, Donald Trump ha inviato un avvertimento diretto alla Guida Suprema Ali Khamenei: "Dovrebbe essere molto preoccupato. Sì, dovrebbe esserlo molto". Il tycoon ha poi aggiunto, riferendosi allo stato dei negoziati e alla forza militare schierata nel Golfo: "Sanno che stiamo negoziando, ma sanno anche che non aspetterò per sempre. Quello che è successo l'anno scorso (riferendosi agli attacchi alle infrastrutture nucleari) è stato solo un assaggio. Se non vogliono un accordo equo, accadranno cose brutte, probabilmente cose molto brutte".