A che gioco sta giocando l’Iran? Quando ormai il processo diplomatico sembrava avviato, Teheran ha iniziato a porre degli ostacoli. Ieri, Axios ha riferito che la Repubblica islamica avrebbe chiesto di cambiare la sede dei colloqui di venerdì con gli Stati Uniti. In particolare, l’Iran vorrebbe che si tenessero in Oman, anziché a Istanbul, come precedentemente concordato. La stessa testata ha riportato che una tale richiesta potrebbe mandare a monte la ripresa dei negoziati, irritando Donald Trump e spingendolo di nuovo verso lo scenario dell’opzione militare.
«Siamo di fronte a una strategia che mira a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni e che, attraverso i disordini e la violenza, punta a compattare la galassia anarco-antagonista e a galvanizzarne gli aderenti. È possibile dire che stiamo registrando un innalzamento del livello dello scontro che, per certi versi e pur con delle varianti, richiama dinamiche squadristiche e terroristiche che hanno caratterizzato alcune fasi del nostro passato. Credo che chi sfila a fianco di questi delinquenti finisce per offrire loro una prospettiva di impunità».
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