Lanciare e sperimentare almeno le prime tre o cinque Case del cibo di Roma, nuovi luoghi pensati per mettere assieme, sotto lo stesso tetto, spazi di vendita per mercatini contadini o gruppi di acquisto solidale, aule di formazione ed educazione alimentare e depositi per il recupero e la redistribuzione delle eccedenze, per contrastare il triste fenomeno dello spreco di alimenti. Questo il primo obiettivo del rinnovato Consiglio del cibo di Roma, alla cui guida, è stato appena riconfermato come presidente Fabio Ciconte.

A dare il via libera al nuovo mandato di Ciconte, scrittore ma soprattutto uno dei maggiori esperti in Italia di cibo e fondatore dell’associazione Terra, è stata l'Assemblea capitolina, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri e dell'assessora all'Ambiente, Sabrina Alfonsi. Ora il Consiglio del cibo della Capitale ripartirà per centrare gli obiettivi della sua mission: rendere sempre più sostenibili e accessibili i sistemi alimentari della città.

E questo anche grazie alla crescita dimensionale del Consiglio stesso, passato dal rappresentare 147 associazioni di varia natura al numero attuale di 205.

Il progetto su cui il Consiglio inizierà a lavorare a stretto giro è, appunto, quello delle Case del cibo, finanziato con 90mila euro stanziati dal Campidoglio. "Il nostro obiettivo - ha spiegato Ciconte - è aprirne le prime 3 ma anche 5 o 7 entro un anno, in vari quartieri della città. A cosa serviranno? Queste Case nascono da una necessità: trovare spazi fisici per mettere insieme una serie di servizi, dagli empori solidali alle associazioni di recupero delle eccedenze e di ridistribuzione ai più bisognosi. Tutto assieme anche per evitare lo stigma della povertà alimentare come qualcosa di relegato alle sole periferie della città".