Sul Ponte sullo Stretto il governo cambia passo e riscrive l'articolo chiave del decreto Infrastrutture. Dopo giorni di confronto con il Colle, il testo approda oggi pomeriggio in Consiglio dei ministri con una governance meno straordinaria e con il Mit guidato da Matteo Salvini di nuovo al centro della partita. Come anticipato dal Sole 24 Ore, nelle interlocuzioni degli ultimi giorni con il Quirinale, erano emerse osservazioni su parti dell'impianto originario dell'articolo 1, quello con il compito delicato di rimettere in pista e soprattutto portare a dama la realizzazione dell'opera. Per il Colle si trattava di passaggi ritenuti rivedibili, soprattutto laddove il testo accentuava la dimensione straordinaria della governance dell'opera: norme ad hoc su un'unica infrastruttura, un Commissario nella persona dell'ad della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, e dunque fuori dal ministero, il ruolo della Corte dei conti ridimensionato e il tema del danno erariale alleggerito. Profili che sarebbero stati considerati meritevoli di approfondimento e che hanno spinto il ministero di Porta Pia a una riscrittura più ampia del previsto.
Il risultato è il testo che oggi pomeriggio approda in Consiglio dei ministri con una fisionomia diversa: sparisce la figura del super-commissario, la regia torna saldamente al ministero delle Infrastrutture e l'architettura complessiva viene riportata su un binario più ordinario. Il punto di caduta è arrivato dopo il confronto tra il ministro Salvini e il presidente Mattarella. «Mi volevo confrontare con il presidente anche sul testo del decreto», ha spiegato ieri il vicepremier, sottolineando che «non c'è mai stata nessuna norma che limitava i poteri della Corte dei conti». Stessa linea sul capitolo commissario: «Ci facciamo carico noi, al ministero, di tutti i procedimenti per ottemperare alle richieste della Corte dei conti, per andare a Bruxelles a parlare con la Commissione e per avviare finalmente i cantieri». Così il testo arrivato sul tavolo di Palazzo Chigi è stato riscritto nei passaggi più esposti, con l'obiettivo di spianare la strada all'approvazione senza nuovi attriti istituzionali. L'articolo 1, che nelle bozze circolate martedì ospitava solo il titolo ma lasciando lo spazio in bianco, ora affida direttamente al ministero di Porta Pia gli adempimenti richiesti dopo i rilievi della magistratura contabile: aggiornamento del piano economico-finanziario, acquisizione dei nuovi pareri tecnici, gestione della procedura ambientale europea e predisposizione della nuova delibera Cipess. Nel nuovo assetto non compaiono più le formulazioni che delimitavano in modo esplicito il perimetro del controllo della Corte dei conti o i riferimenti allo scudo sulla responsabilità contabile, mentre resta la figura del commissario per le opere ferroviarie complementari, individuata nell'amministratore delegato di Rfi Aldo Isi.










