Nel d-day del pacchetto sicurezza arriva in porto, dopo un mese di stallo, il decreto del ministro Salvini sulle infrastrutture. Nel menù c'è al primo punto il Ponte sullo Stretto che il vicepremier e leader del Carroccio vuole rimettere velocemente in pista per portarlo in approvazione il prima possibile, rimediando così alla bocciatura della Corte dei conti arrivata in due fasi a novembre e a dicembre. Il nuovo decreto legge parte da qui: dall'esigenza dichiarata di «ottemperare alle deliberazioni della Sezione centrale del controllo di legittimità» e di rimettere in moto una procedura per un'opera che resta al centro della scena politica.
I supercommissari
Nel testo atterrato sul tavolo di Palazzo Chigi anche i nuovi super commissari - Andrea Gemme ad di Anas che subentra ai commissari esistenti sui cantieri stradali e Aldo Isi ad di Rfi su quelli ferroviari - il bando-tipo per le concessioni balneari. Problematica invece la norma sugli stadi: secondo fonti di governo il neocommissario - indicato nei giorni scorsi nel presidente del Consiglio dei lavori pubblici Massimo Sessa - dovrà rinunciare a uno dei due stipendi, scoglio già affiorato nelle scorse settimane e che ora sarebbe risolto. Ma è il Ponte e il riavvio dell'iter il cuore del provvedimento. Dopo una serie di bozze circolate nei giorni scorsi e finite sotto l'occhio vigile del Colle, il testo ha cambiato forma: il Mit ha sbianchettato la nomina dell'ad Stretto di Messina Pietro Ciucci a supercommissario, il ridimensionamento dei poteri di vigilanza della Corte dei conti e infine l'ammorbidimento del danno erariale.










