A poche ore dall’apertura ufficiale dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, è esplosa una nuova polemica sociale e culturale che va oltre lo sport. Davanti alla sede del Coni in viale Tiziano a Roma è apparso un intervento firmato dalla street artist Laika, intitolato “Ice out!”, che denuncia in modo provocatorio la presenza dell’agenzia federale statunitense Ice ai Giochi.

L’opera raffigura un agente dell’Ice mentre spara a uno ski jumper e una montagna capovolta in cui il cerchio rosso del logo olimpico diventa un mirino: un’immagine pensata per scuotere la coscienza pubblica e sollevare dubbi sul rispetto dei valori olimpici.

Per Laika, la presenza dell’Ice – l’agenzia federale statunitense per l’immigrazione e le dogane – è “inammissibile” perché, a suo avviso, contraddice i principi fondamentali della Carta Olimpica come la solidarietà e la lotta alle discriminazioni, valori che dovrebbero promuovere lo “sviluppo armonico dell’uomo” e una società pacifica. “Negli ultimi mesi tutto il mondo ha visto il suo vero volto: squadracce alle dipendenze di Trump, razziste e violente, che compiono veri e propri rastrellamenti in stile Gestapo. Sono coloro che hanno sparato in volto a Renee Good, che hanno crivellato di colpi l’infermiere Alex Pretti e che hanno arrestato Liam Conejos Ramos, un bambino di soli cinque anni”, spiega Laika.