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Dal 22 gennaio, quando la divisione statunitense di TikTok è stata venduta dall’azienda cinese ByteDance a una società di investitori statunitensi, negli Stati Uniti l’app è stata accusata di censura e criticata per le nuove norme che riguardano la privacy degli utenti.

Negli ultimi dieci giorni infatti molti utenti hanno raccontato – sia su TikTok che sugli altri social – di aver riscontrato parecchi problemi col caricamento di video che hanno come soggetto temi politici, che sono critici nei confronti dell’amministrazione del presidente Donald Trump e che mostrano immagini o video dei rastrellamenti dell’agenzia federale che si occupa del controllo delle frontiere e dell’immigrazione, l’ICE.

– Leggi anche: A Minneapolis le operazioni dell’ICE sono sempre più violente

I giornali statunitensi hanno cominciato a scriverne la settimana scorsa, quando la comica e attrice Meg Stalter, che aveva un profilo seguito da 278mila follower, ha raccontato di essersi accorta che, anche dopo molte ore, un suo video caricato su TikTok che criticava l’ICE non era stato mostrato a nessun utente. Stalter ha accusato TikTok di “shadowban” – una pratica applicata dai social network che limita la visibilità dei contenuti di un utente senza avvisarlo – e ha eliminato il suo profilo sulla piattaforma.