Chiuso per Olimpiadi. È in sintesi quello che accade in questi giorni a molti esercizi di Milano, in particolare del centro e delle zone interessate da cerimonie e ricevimenti. Anche se Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio, ha precisato che tutti i provvedimenti sono legittimi vista l’eccezionalità della situazione, un po’ di problemi ci sono, per utenti (specialmente i turisti, comprensibilmente disorientati) ed esercenti. Tra spostamenti dei percorsi dei mezzi di superficie, chiusura di alcune stazioni della metropolitana, divieti di transito e aree interamente “off”, i protagonisti di ristorazione e accoglienza, pur felici dell’incremento delle presenze e del lauto giro d’affari previsto, fanno i conti con l’impossibilità di lavorare in alcune fasce orarie o anche per intere giornate. Partendo dal cuore della città, piazza del Duomo, già da mesi occupata da una mastodontica struttura con il logo 2026, che non faciliterà i turisti nel fotografare la Cattedrale.

Qui nei giorni scorsi ad alcuni ristoranti e bar è stato comunicato che dovranno chiudere in determinati giorni, per non aggravare i compiti di chi deve garantire la sicurezza: sono interessati tutti i locali dotati di terrazze che danno sulla piazza, da Giacomo Arengario a Terrazza 21m e a Desco (che ha esposto un laconico cartello: “Siamo chiusi, riapriamo venerdì”) e tutti i negozi e uffici con finestre sul Duomo. Nessuna richiesta per chi è in Galleria, da Cracco a Marchesi 1824, ma per loro, come per i moltissimi locali pubblici in piazza e nelle vie adiacenti, compreso McDonald’s (che è proprio di fronte al Duomo), il problema è comunque che la chiusura della metrò nelle stazioni di Duomo e San Babila e il divieto di accesso al traffico pubblico e privato renderà arduo ai potenziali clienti avvicinarsi a bar e ristoranti.