Il cessate il fuoco siglato in Egitto il 10 ottobre è appena entrato nella seconda fase con la riapertura del Valico di Rafah, tuttavia le armi continuano sparare.
Fin dai primi giorni dopo la tregua si sono susseguiti a Gaza continui 'incidenti' che hanno contato morti e feriti, con Israele e Hamas che si accusano a vicenda di aver violato l'accordo di pace. Ma nonostante lo spargimento di sangue, per il momento il confine tra la Striscia e il Sinai egiziano resta aperto.
Nella notte tra martedì e mercoledì nel nord dell'enclave, secondo la ricostruzione fornita dall'Idf, un gruppo di terroristi ha sparato sui soldati della brigata Alexandroni ferendo gravemente un ufficiale riservista sul lato israeliano della Linea Gialla, che divide Gaza tra le aree controllate da Israele e Hamas. L'esercito ha risposto aprendo il fuoco con i carri armati e attacchi aerei.
Secondo il ministero della Salute di Hamas dall'alba gli ospedali della Striscia hanno ricevuto in totale i cadaveri di 24 persone e 38 feriti. Tra le vittime nel quartiere Tuffah di Gaza city i media palestinesi riportano due adolescenti di 12 e 16 anni, e un bambino di 5 mesi nel quartiere Zeitoun. La Mezzaluna Rossa ha dichiarato che tra i morti c'è anche un suo operatore, Hussein al-Samiri, colpito a Khan Younis.









