"E'un capitolo chiuso".

Matteo Salvini archivia così l'avventura di Roberto Vannacci. Prova a mettersi alle spalle polemiche e critiche e rilancia: "Oggi la Lega è più forte: da ieri a oggi abbiamo superato quota mille nelle tessere on line". Il segretario ammette di aver "spalancato le porte di casa" all'ex generale e ribadisce l'amarezza: "Il ringraziamento è stato 'mi tengo il posto'".

Una tensione che però difficilmente si esaurirà con lo strappo di martedì. Restano nell'aria le scorie di un divorzio atteso ma carico di conseguenze. A farne le spese, si ragiona in alcuni settori della maggioranza, potrebbe essere anche la coalizione di centrodestra. E più di tutti il partito di Giorgia Meloni. Ne è convinto anche Matteo Renzi che legge la crepa aperta da Vannacci come "la prima grana politica" per FdI, che "colpirà Meloni più di quanto si immagini". Quindi prefigura un effetto Farage, dal fondatore del Brexit Party a cui Vannacci si ispirerebbe. Considerazioni che Luca Ciriani respinge al mittente chiarendo: Vannacci "mi sembra un personaggio molto sopravvalutato, chi vota Fdi continuerà a farlo".

Ma contraccolpi si temono anche sul Carroccio, che il giorno dopo sembra dividersi. Da un lato c'è chi esulta per essersi liberato del vicesegretario riottoso ma non nasconde la paura di un ulteriore calo di consensi del partito, strappati ora dalla nuova creatura del fuoriuscito, 'Futuro Nazionale'. In attesa di contare l'effetto elettorale che avrà, nel breve l'interrogativo è quanti parlamentari leghisti seguiranno l'ex militare.