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4 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 16:52
Sognava di essere eletto proprio in Italia, e poi di farsi le Olimpiadi di Milano-Cortina da presidente (del Comitato organizzatore) e pure da fresco membro dell’esecutivo Cio. Praticamente un trionfo. Invece è finita, se non proprio con un’umiliazione, certamente con una beffa: battuto – o come si suol dire in gergo “trombato” – per un solo voto e in casa propria nella corsa ad un posto prestigioso nel consiglio dei ministri dello sport mondiale.
Giovanni Malagò coltiva da anni il progetto di una carriera internazionale, visto che la politica italiana fin qui non l’ha mai troppo attratto. È diventato membro Cio nel 2018, poi ha favorito l’elezione tra gli atleti della sua protetta Federica Pellegrini. In passato si era parlato addirittura di una possibile candidatura alla presidenza, ma all’ultimo giro in cui è stata eletta la sudafricana Kirsty Coventry i tempi erano decisamente prematuri. Proprio l’elezione di Coventry, però, ha liberato un posto nell’esecutivo Cio, il gruppo ristretto che prende le decisioni più importanti, direttamente sotto il presidente. L’occasione ideale per fare un ulteriore avanzamento, tanto più che il voto si teneva a Milano, nella sessione Cio che tradizionalmente precede l’inizio dei Giochi. Da padrone di casa, e con un solo rivale, Malagò si presentava da favorito.










