Spingere sul fermo preventivo. È quello che ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi durante le comunicazioni al Senato sugli scontri di Torino durante il corteo pro Askatasuna di sabato scorso. «Serve una norma che consenta un vero e proprio efficace intervento preventivo - ha detto - il governo intende introdurre una misura che va proprio in questa direzione: impedire a chi è noto per comportamenti violenti di infiltrarsi e colpire. L’auspicio è che tutti gli attori istituzionali, politici e sociali contribuiscano in modo responsabile a questo percorso»

Il fermo preventivo

Il fermo preventivo è tra le misure centrali da inserire nel pacchetto sicurezza che il governo punta a presentare giovedì pomeriggio in Consiglio dei ministri. Un provvedimento su cui ha rilanciato più volte il leader della Lega Matteo Salvini nei giorni scorsi, chiedendo di portarlo a 48 ore di durata.

«Scontri di Torino pensati per accelerare sul pacchetto sicurezza? Indegno pensarlo»

Non solo il fermo preventivo, ovviamente. Piantedosi ha parlato degli scontri di Torino dicendo che è «indegno» e «privo di qualsiasi riscontro con la realtà» insinuare che «le violenze siano state in qualche modo organizzate, o quantomeno tollerate, dal governo per poter poi varare più agevolmente nuove norme. È un’accusa evidentemente grave e strumentale», «le violenze di matrice antagonista, di cui Askatasuna e altri centri sociali sono protagonisti, non nascono con l’attuale governo».