Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in un’intervista rilasciata a LaStampa dopo gli scontri di Torino tra manifestanti e forze dell’ordine, difende con fermezza l’operata delle forze dell'ordine.

Grazie alle identificazioni di circa 800 persone (oltre 50 straniere) nelle ore precedenti la manifestazione, e ai provvedimenti di prevenzione adottati, si è evitato un bilancio ben più grave: penetrazioni nel centro storico, occupazioni di stazioni e devastazioni maggiori. Il dispositivo di sicurezza, secondo Piantedosi, ha ridotto sensibilmente il fronte degli aggressori violenti.Il ministro descrive il corteo come avente una chiara matrice eversiva e potenzialmente terroristica, da contrastare con strumenti adeguati. Ritiene che il nuovo pacchetto sicurezza in discussione – in particolare la possibilità di fermo di polizia preventivo fino a 12 ore per soggetti già noti per intenzioni violente – avrebbe potuto rafforzare ulteriormente il filtro preventivo.Sul rischio di impunità, auspica un sistema giudiziario che riconosca questi episodi non come libera espressione, ma come tentativi organizzati di sovvertire l’ordine democratico.

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