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Nell'ordinanza della gip di Torino le motivazioni della misura cautelare dei domiciliari per il 22enne di Grosseto. "Identificato grazie agli abiti colorati e riconoscibili, ha lanciato un oggetto contro la polizia"
Nelle carte firmate dalla gip di Torino Irene Giani, viene spiegato perfettamente il motivo per cui Angelo Simionato, il 22enne di Grosseto arrestato dopo la manifestazione del 31 gennaio, è stato messo agli arresti domiciliari per lesioni. Sottolinea la giudice nel provvedimento che Il Giornale ha potuto leggere, che il 22enne è "stato immortalato" nell'ormai famoso video da 24 secondi "quale componente del gruppo autore dell'aggressione, chiaramente identificato grazie agli abiti colorati e riconoscibili che aveva indosso".
Nell'atto si ricostruisce che il video "si apre con l'operatore di Polizia già a terra, circondato da circa venti facinorosi, di cui almeno 5 intenti a colpirlo. A breve distanza si vede chiaramente un individuo indossante jeans chiari con vestibilità abbondante, una giacca a vento rossa con maniche con banda longitudinale nera, e alcuni inserti bianchi e grigi, una coppola verde calzata". Proprio gli abiti indossati dal ragazzo, rintracciato in via Foggia poco dopo, lo hanno reso riconoscibile e identificabile dalla polizia. Le altre immagini agli atti "attestano il coinvolgimento diretto di Simionato anche nelle fasi successive dello scontro, immortalandolo intento nel lanciare un oggetto non meglio definibile contro lo schieramento della forza pubblica, posto da lui a una distanza di circa 10 metri".










