Se fosse una partita di calcio, quella tra Matteo Salvini e Roberto Vannacci sarebbe finita 3-0 per il leader della Lega. Un risultato netto. Tre gol costruiti con strategia e pazienza che, a conti fatti, “rischiano” di fare il bene di un movimento che rischiava di accartocciarsi attorno ad alcune contraddizioni interne rese evidenti proprio dalla presenza sempre più ingombrante di Vannaci.

Andiamo con ordine. Il primo gol Salvini lo ha messo a segno due anni fa quando ha reclutato il generale-reietto che «nessuno voleva e tutti attaccavano»- come ha ricordato ieri Matteo- trasformandolo da semplice fenomeno mediatico a politico con annessa poltrona (che ha già fatto sapere, non mollerà). Il fiuto di Salvini è stato ripagato dal mezzo milione di preferenze che hanno consentito alla Lega di pianificare con maggiore tranquillità le mosse future. Una di queste ha portato al secondo gol. Quando Salvini ha capito che difficilmente Vannacci si sarebbe amalgamato al resto della Lega, ha iniziato un sottile gioco di logoramento, che ha fatto perdere al generale smalto e consensi.

VANNACCI BOCCIATO IN RETE: SENTIMENT NEGATIVO ALL’85 PER CENTO

Sentiment negativo per Roberto Vannacci. Ormai parola chiave nelle conversazioni digitali dal 2 al 3 febbraio (ben 37.42...