Era una Torino che quasi senza accorgersene stava cambiando pelle e che, con l'arrivo delle Olimpiadi invernali, si sarebbe definitivamente aperta al resto del mondo. Proprio in quei giorni, il 4 febbraio del 2006, fu inaugurata la prima tratta della Linea 1 “Fermi-XVIII Dicembre”, la prima metropolitana automatica in Italia, quando la città era guidata dal sindaco Sergio Chiamparino. Oggi la metro torinese compie 20 anni, un tempo durante il quale ha trasportato più di 635 milioni di passeggeri: una data simbolo che si intreccia con i progetti del presente, che prevedono il prolungamento nella direzione di Cascine Vica (oggi rallentato per i problemi dell’impresa appaltatrice) e la realizzazione della seconda linea che prenderà le mosse dalla periferia nord.

Metro 1: dal progetto ai primi scavi

La scelta di dar vita alla Metro 1 maturò alla fine degli Anni Novanta, quando la Satti (successivamente confluita con Atm nell'attuale Gtt) ricevette dalla Città l'incarico di ideare e costruire l'infrastruttura. A rinvigorire il progetto, il 21 aprile del 1999, fu la firma della delibera Cipe, che consentì che i finanziamenti statali coprissero fino al 60% dell'investimento complessivo (fino ad allora la quota si fermava al 35%). I primi cantieri cominciarono da Collegno il 19 dicembre del 2000: durante i successivi sei anni i torinesi osservarono da vicino il lavoro delle talpe “Valentina”, “Madama Cristina” e “Valeria”, che scavando i tunnel sotto la superficie di Torino nella primavera del 2002 scoprirono anche una necropoli longobarda. Tracce del passato che si intrecciavano con una Torino orientata alla modernità. Erano i corridoi sotterranei che collegavano gli attuali poli di Fermi-Pozzo Strada, Principi d'Acaja-Pozzo Strada e successivamente Porta Nuova-Porta Susa.