La ricerca dei disegni originali dell'angelo diventa sempre più affannosa. «Le verifiche d'archivio vanno avanti ma ancora non si trovano le carte». A quattro giorni dalla notizia del ritocchino sull'affresco della Cappella del Crocifisso nella basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma con i connotati della premier Giorgia Meloni, ancora non è uscita fuori la documentazione. Tanto che il dubbio che serpeggia in queste ore è se effettivamente il dossier originale del 2000 (l'anno in cui veniva decorata la cappella) ci sia ancora tra i faldoni. O se addirittura non sia mai stato presentato, per accogliere i pareri.

La cautela negli uffici della Soprintendenza è altissima. L'obiettivo è fare chiarezza, ma i tempi della verifica sembrano dilatarsi. A ieri sera, nessuna novità, nonostante il ministro della Cultura Alessandro Giuli abbia espresso l'urgenza di un'indagine fin da sabato scorso. «Nessuna novità, le ricerche sono in corso», ribadiscono da più fronti i beni culturali. «Era tutta roba su carta nel 2000, e questo rende la ricerca più complicata...». Come viene precisato, la domanda via mail presentata nel 2023 dal rettore della basilica, monsignor Daniele Micheletti, per il ripristino dell'opera originale, è stata subito ritrovata dai funzionari. Ma ventisei anni fa i documenti non viaggiavano a livello digitale. Insomma, «non si riescono a trovare le carte, con progetti, disegni, descrizioni, almeno quello che è disponibile». Sicuro che ci siano? «Non è il momento di fare ipotesi. Servono certezze. A questo punto bisogna sapere cosa hanno mandato all'epoca».